Bio in crescita: ma come si fa a produrlo?

Il settore del biologico, è evidente, è in crescita. Lo dicono i consumi e il fatturato delle aziende impegnate in questo ambito, che in poco tempo ha conquistato anche ristorazione e scuole. Soltanto in Italia – che da sola fa il 15% del fatturato Ue per questo settore – ci sono quasi 60.000 imprese certificate, tra cui circa 45.000 produttori. Nel 2015 la superficie coltivata con metodo biologico era di quasi 1,5 milioni di ettari, con un incremento del 7,5% rispetto all’anno precedente. E non può che essere positivo visto che favorire la costruzione di sistemi alimentari sostenibili e sani è una priorità non solo per la biodiversità ambientale, ma anche e soprattutto per la salute pubblica a cui è dedicata la Giornata Mondiale del 7 aprile.

Eppure, proprio per la sua enorme esplosione, è necessario approfondire il concetto di “biologico” per riuscire ad identificare i prodotti in fase di acquisto ma anche per imparare a coltivarlo. Concetti come biodiversità, cicli naturali, ecosistema e in generale l’integrazione tra natura, animali e uomo sono nozioni imprescindibili dal biologico in sè. Nozioni che, purtroppo, sono state via via perse in favore del più “facile” impiego di fertilizzanti, pesticidi e medicinali chimici di sintesi. Imparare invece la rotazione delle colture, la consociazione delle piante (alleate e complementari) ma anche il valore di determinati insetti è di fondamentale importanza per poter avviare una coltura il più possibile rispettoso della biodiversità e quindi dell’ambiente in cui viviamo. Naturalmente applicare queste tecniche insieme ai propri figli – per chi ha la possibilità di farlo nel proprio orto o giardino – non può che essere foriero di una generazione consapevole e rispettosa della Natura.

Per saperne di più:

Mostra “BIO, natura, salute e cultura” – promossa da Artico scs in collaborazione con l’Ufficio per le produzioni biologiche della Provincia Autonoma di Trento nelle scuole primarie e secondarie di primo grado

“Human health implications of organic food and organic agriculture” (dic. 2016) commissionato dal Parlamento Europeo